L'isola degli Ozegani

C'era una volta un vecchio che aveva tre figli. Un giorno i due maggiori si misero in viaggio e arrivarono su un'isola lontana. 

In quel luogo in alcune zone c'era l'erba alta, in altre zone niente. 

Di ciò si meravigliarono assai e dicevano tra loro: 

"Questo però  è  strano. Qui c'è l'erba alta, là invece non ne cresce affatto."

Ad un tratto udirono una voce: "Dove cresce erba, c'è anche gente". 

"Chi parla cosi'?"dissero allora. "Non vediamo nessuno!"

"Voi non vedete nessuno, ma noi non siamo lontani" fu loro risposto. "Verremo da voi."

Ed ecco che qualcuno spuntò  fuori dalle viscere della terra. Era un Ozegan.

Arrivato alla superficie, chiese a entrambi perchè  si trovassero sull'isola. 

"Siamo venuti qua" dissero quelli "senza che nessuno ci abbia autorizzati a farlo". 

"Giacchè  siete qua, potete restare tra noi quanto vi piace. Ma se volete andarvene dovete chiederci il permesso". 

"Noi siamo felici di poter restare qui tra voi" risposero i due giovani. 

"Se siete brava gente", disse allora l'Ozegan, "siate i benvenuti, ma se siete malvagi allora non vi vediamo qui volentieri. Adesso seguitemi, io vi condurrò in una casa dell'isola dove vedrete centinaia di gnomi come me. Là potrete divertirvi, ma ogni notte dovrete recarvi al sabba delle streghe, e precisamente a cavallo. Attenzione! Se uno di voi cade da cavallo è perduto!"

Una notte i due fratelli correvano a cavallo per recarsi al sabba. Gli Ozegani sapevano della cavalcata e non badarono a loro . 

I due fratelli giunsero a una grande pianura e cominciarono a frustare i loro cavalli per incitarli al galoppo. 

Fu allora che uno dei fratelli cadde da cavallo e venne calpestato. Il cavaliere immediatamente morì. 

L'altro fratello, allora, piangendo disse: "Che farò ora con questa masnada di Ozegani? Mio fratello è morto, e anch'io morrò ."

Tuttavia si fece coraggio, frustò  il suo cavallo e lo spronò a saltare sopra sei cavalli degli Ozegani. 

Facendo ciò capì di aver vinto, perchè gli gnomi desideravano anche la sua morte. 

Dopo aver riportato la vittoria, egli vide venire tutti da lui e inginocchiarglisi davanti: 

"Giovane" dissero" ti preghiamo di perdonarci, tu hai salvato la tua vita ma anche la nostra, perchè   entro le due del mattino noi saremmo stati tutti inghiottiti dalla valle. "

"Ma che c'è dunque in questa valle?" volle sapere il ragazzo. 

"Vi sono stati uccisi più di centomila uomini,  ed essi sarebbero tutti emersi alla superficie alle due e ci avrebbero uccisi tutti, insieme ai cavalli. "

Allora il giovane disse: 

"Io andrò a prendere mio padre, se è ancora vivo, e anche mio fratello più giovane. "

E gli Ozegani risposero: "Noi verremo con te. Se tuo padre vive ancora verrà con noi sull'isola, e così il tuo fratello più giovane. Qui essi saranno felici fino alla fine dei loro giorni perchè tutto quello che c'è   sull'isola apparterrà a loro. E' quello che tu ti sei guadagnato."

E andarono dal vecchio padre; al suo arrivo il giovane l'abbracciò, e il padre disse: "Credevo che ormai tu da tempo non fossi più vivo. "

E il giovane rispose: 

"Io vivo ancora, e sono venuto per prendere voi e mio fratello e portarvi sull'isola. Là non vi mancherà  nulla, nè oro nè argento, fino al termine dei vostri giorni."

Da "Fiabe e leggende bretoni",  Mondadori


Secondo questa fonte, gli Ozegani sono gnomi della tradizione bretone